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filamenti 211 in parallelo per i due canali

 
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MessaggioInviato: Lun Feb 08, 2016 1:03 am    Oggetto: filamenti 211 in parallelo per i due canali Rispondi citando

http://www.audiofaidate.org/forum/viewtopic.php?f=1&t=11373&start=20

Gianluca Sperti (nick: gluca):
“i filamenti della 211 in parallelo non sono una scelta progettuale: è un errore.”



Passare dal forum Audiofaidate e trovare Gianluca Sperti intento a scrivere strampalerie sta diventando una consuetudine (vedasi a tal proposito il seguente link: http://ansaht.com/phpBB2/viewtopic.php?t=655 )… però fa specie che tutte le volte i vari ingegneri presenti nel forum non dicano nulla.

I non iscritti (come il sottoscritto) al forum Audiofaidate non vedono le immagini, perciò per chiarezza ecco il link dello schema in discussione: http://www.bonavolta.ch/hobby/images/audio/211_1.gif

Un conto è affermare, come ha fatto Lovati: “cosa strana i filamenti dei due canali in parallelo”, tutt’altro conto è sentenziare che si tratta di un errore.
Non è nemmeno un “orrore”, come scrive il nick Stereosound (diversamente noto col nick Menestrello nel forum del Puma).
Anzi, considerando le scelta progettuale di un alimentatore unico per i due canali e la condivisibile scelta del bias di tipo fisso per le 211, non è neppure una “cosa strana” come dice Lovati.

È invece una roba normalissima e proprio per questo definirla “errore”, solleva seri dubbi sulla capacità di discernimento in materia.

Oltretutto trapela lo scarso spessore… non si pretende la conoscenza di tutti gli schemi esistenti, però se non si conosce nemmeno quelli di Bartolomeo Aloia, come si può disquisire sui lavori dei maestri giapponesi??!
Bastava infatti prendere a riferimento un arcinoto schema del Bart, per verificare quanto sia praticabile l’alimentazione in parallelo dei filamenti DHT per i due canali.





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MessaggioInviato: Ven Ott 28, 2016 6:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Con quelli di audio fai da thè, è difficile parlare di schemi elettrici, senza scontrarsi coi soliti schemi comportamentali.
Gianluca Sperti scrive:
“ alimentare i filamenti in un modo o in un altro fa una grossa differenza, indipendentemente dal fatto che funzioni o meno. lasciamo in pace Bart ed anche di chi lo cita per altri fini, quello schema riportato nel link avrà 20 anni e qualche esperienza in più in giro per il mondo intanto la si è accumulata. ”



Anni fa quelli di fai del thè mandarono un loro moderatore (nick: Titano) con un nick di copertura nel forum VHF dove scrivevo, per screditarmi insinuando che i miei discorsi da appassionato, servivano per smerciare valvole EC8020.
Siccome la storia ha smentito quell’insinuazione, così come le altre inventate in seguito, ora Gianluca Sperti ha pensato bene di aggirare il problema dei riscontri, introducendo l’insinuazione generica e imprecisata: “altri fini”.
Se la vede Calabrese, la copia subito dopo il caffè.
Effettivamente è un’astuta forma di discredito… della serie: prova a difenderti se ci riesci! ehehehe Smile

Gianluca Sperti aggiunge, che lo schema di 20 anni fa, non va bene per dei triodi di 100 anni fa, perché nel frattempo: “si è accumulata dell’esperienza in giro”.
Non specifica se è esperienza di terza generazione o meno… ci lascia nel dubbio.
Nessun dubbio invece, sul fatto che non sia esperienza sua. Quindi non è detto, che sappia veramente di cosa cazzo sta parlando
A voi il compito di accertarlo, chiedendogli per esempio che accortezza utilizzarono John Camille e il suo socio, per alimentare i filamenti delle 211. Se per rispondere gli serve il tempo di Googlare, allora vuol dire che quando saranno in discussione certi argomenti, noi ne parleremo con cognizione e manderemo lui a fare del thè.

Per quanto riguarda invece la mia, di esperienza, risale a parecchi anni fa la sperimentazione di un’alimentazione filamenti, tanto perfetta quanto dispendiosa, basata sulla rigenerazione ad alta frequenza: http://ansaht.com/multi211-845_eng.htm
Mentre la sperimentazione recente, è maturata proprio prendendo spunto dai quei grandi progettisti, che hanno utilizzato un alimentatore unico, per i filamenti dei tubi finali DHT dei due canali.
Propongo a seguire il mio schema… col timore della reazione di quelli di fai del thè, perché se ne intuissero l’assoluta valenza , poi potrebbero scattare le ritorsioni.

Come quella volta in cui si dibatteva di skating e antiskating e per far capire loro che non avevano capito un cazzo, disegnai lo shell del braccio che sopravanzava il solco e il cantilever in sgamberlone: http://ansaht.altervista.org/uv638jed4/sk/sk21.gif
A quel punto uno dei moderatori (nick: nullo) riuscì finalmente a comprendere la questione e anziché rendermi merito, fece il giro dei forum audio scrivendo infantili cattiverie ai miei danni, per sfogare la sua frustrazione.








Ho ritrovato i componenti da me utilizzati a suo tempo, compreso il foglietto promemoria che mi ero fatto, per collegare l’induttore UTC alla maniera Tango.
L’induttore Tango CH-40m-3.5WD è adatto ad alimentare una coppia di 211-845, mentre l’UTC H-173 è perfetto per due coppie in PSE.

Lo schema è da sindrome di Stendhal, per il modo in cui semplicità e pulizia circuitale, fanno il paio con risultati strabilianti dal punto di vista elettrico e musicale.






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MessaggioInviato: Lun Ott 31, 2016 10:37 am    Oggetto: Rispondi citando

Gluca: “ Ansaloni, prova ad alimentare un triodo a riscaldamento diretto con un regolatore ad alta impedenza o, se proprio non vuoi usare bacherozzi, metti una bella induttanza dopo quei condensatori di filtro e prima del filamento. l'ultima soluzione è meno 'performante' ma già sarebbe un bel miglioramento. oppure fai come credi.
Nota: rispondo qua solo perché da te non è possibile. ”



Nessun problema da parte mia, per il dialogo a distanza.







L’accensione delle 211/845 richiede amperaggi significativi e nei casi di ampli PSE, come nell’esempio al post precedente, il valore può arrivare a 13A complessivi.
In ambito di apparecchi audio, il raddrizzamento ed il filtraggio di tali entità, fa sì che le cosiddette interazioni deboli, non siano propriamente tali.
Il filtraggio induttivo puro, doma il raddrizzamento bestia nera, e trasforma la situazione in una maniera così risolutiva, da non avere succedanei.

Il vantaggio che si instaura fin dal principio, è talmente consistente, che (con diffusori da 100dB di efficienza) già funziona alla grande nella sua forma base concettuale (cioè come da schema nel post precedente).
Anche perché, torno a ripetere, quello schemino racchiude in sé un’esuberanza funzionale impressionante, specie se rapportata alla semplicità estrema.
Il paragone è con i tagli nella tela di Fontana… non con un dito nel culo, per poi sentire che sapore ha… mi spiego??!!!

Se guardiamo con attenzione lo schema, ci accorgiamo infatti, che si tratta di un induttivo puro a doppia cella di filtraggio.
Questo significa, che con una sola mossa – la prima mossa, quella che comunque avremmo dovuto fare – già siamo in zona scacco!

Poi, sì certo, è possibile affinare il tutto con un CMC e un par de condensatorini.
Così come, volendo, si possono aggiungere regolatori variamente configurati.



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a titolo informativo
la sezione “CONTROCOLTURA” del forum, è al momento aperta a tutti (anche gli anonimi):
http://ansaht.com/phpBB2/index.php?c=10

chiunque può creare un thread, per parlare di qualsiasi cosa
di audio, come no
comprese le critiche a questo forum e al sottoscritto
ovviamente, come in tutti i forum, non c’è obbligo di risposta
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MessaggioInviato: Mer Nov 02, 2016 8:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gluca scrive:
“ Io volevo invece insistere sul miglioramento, non solo in termini di abbattimento di rumore, che un grosso induttore (qualche 10ina di mH) o un regolatore in corrente conferisce al suono di un amp con DHT.
non mi spertico su argomenti da audiofilo ma l'intellegibilità del segnale migliora in maniera netta. L'esperienza è condivisa da molti audiocostruttori in tutto il mondo ormai da anni (le esperienze a cui facevo riferimento sono queste).
in pratica un modulo di guido tent o meglio di rod coleman bello pronto facilita il compito di molto. quest'ultimo ha anche un prezzo onesto che fa passare la voglia di farsi la basetta da se.
prova da te e dimmi. ”





Ma ci fa o ci è? … ditemelo voi, perché francamente non so cosa pensare.
Lui vuole insistere, che l’uso di un induttore porta miglioramenti da ogni punto di vista.

È quel che affermo anch’io, quindi lasciamolo insistere tranquillamente, però mi domando e dico: il doppio induttore presente nella foto, nello schema e nel testo dei post precedenti… non si è visto e non si è capito, o Gianluca Sperti ce sta a coglionà?

Comunque sia, in quel che scrive Gluca c’è un concetto sotteso, che non deve passare… ed è quello che l’induttore e il regolatore in corrente, siano in qualche modo forieri di risultati similari sul piano tecnico e musicale.
Sta minchia!
Sui forum internazionali è risaputo da un pezzo, che il carico anodico induttivo, suona assai meglio del pozzo di corrente… mentre per quanto riguarda gli alimentatori, con un induttore puoi fare il filtraggio induttivo, col pozzo di corrente invece t’attacchi, quindi le differenze a vantaggio dell’induttore sono in questo caso ancora più ampie.

Che tu usi i Coleman lo so, così come è risaputo che ne hai fatti vendere parecchi… te le sei fatte le insinuazioni su sto fatto o le conservate tutte per il sottoscritto le insinuazioni?

I regolatori li provavo 20 anni fa (tu all’epoca non avevi ancora mosso i primi passi)… la formula migliore era il regolatore in tensione seguito dal pozzo di corrente… ma tutta quella roba prende la paga da un induttore e due condensatori messi giù alla mia maniera.




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MessaggioInviato: Mer Nov 02, 2016 9:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gluca scrive:
“ per amp dedicati a biamplificare trombe da 115dB sarà necessario aggiungere un ulteriore cella ”





Sono favorevole all’aggiunta di un’ulteriore cella (un CMC + 2 condensatori, come da immagine precedente), ma per capire se il nostro Kung-fu è potente, approfondiamo il comportamento della versione concettuale di base.

Partiamo dalla versione semplice: induttore Tango CH-40m-3.5WD e una sola valvola 211/845 per canale.









EDIT: mi dicono dalla regia, che ho dimenticato di considerare l’amplificazione della valvola… correggo quindi come segue.


Una rapida simulazione, ci dice che su ogni valvola abbiamo un ripple di 44 mVpp, che diventano 15,5 mVrms.
Apro una parente… la grande differenza del filtraggio induttivo, è evincibile anche nel particolare del ripple perfettamente sinusoidale!

Il ripple iniettato nella valvola, viene amplificato da quest’ultima. Nel caso della 211 il guadagno in circuito è nell’ordine di 10, quindi i mVrms diventano 155.
Poi viene trasferito sul secondario del trasformatore d’uscita, tramite il rapporto di trasformazione, che nel caso del Tango X-10-S è pari a 35,3.
Pertanto i 155 mVrms diventano 0,0044Vrms, che su 8 Ohm corrispondono a 0,0000024 Wrms.

Il ripple è alla frequenza di 100HZ, quindi nel mio sistema arriva pieno solo nella sezione dei bassi.
Per i bassi ho diffusori a tromba con efficienza di 102dB e quindi passo a verificare cosa succede:










2 diffusori da 102dB, con quel ripple alla distanza di 1 metro, comportano 48.8dB di rumore… che nel punto d’ascolto vanno completamente a perdersi nel rumore ambientale.
La ridottissima entità e la natura benigna del rumore (praticamente un tono puro a 100Hz), fanno ben capire, che non ci sono rischi di intermodulazioni degne di interesse.

Quindi… sì… è un Kung-fu potente, ed effettivamente in una sola mossa, quella che avremmo dovuto fare comunque per forza, di raddrizzamento e filtraggio, ci porta in zona scacco!



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L'ultima modifica di ANSA il Gio Nov 03, 2016 3:39 pm, modificato 3 volte
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MessaggioInviato: Mer Nov 02, 2016 11:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gluca scrive:
“ Ansa devi usare un induttore da qualche decina di mH come ultimo elemento prima del filamento (quel piccolo induttore cmc che hai aggiunto posticcio sullo schema non fa nulla). L'alimentatore deve essere ad alta impedenza quindi non puo' avere un C come ultimo elemento. Se la cosa ti rasserena, uso filtri LC anche io, come tanti altri, ma aggiungo un grosso L (doppio avvolgimento su stesso nucleo) o un regolatore dopo il primo filtraggio.
Il doppio regolatore LM in tensione e poi corrente non si avvicina alle prestazioni degli altri regolatori discreti citati.
E, per inciso, i CCS vanno molto ma molto bene nelle alimentazioni ma bisogna saperli usare.
Chiudo qua. Rimani delle tue idee ma evita di alludere. ”






L’induttore Tango è da 40mH, quindi andrebbe bene come valore, ma ora abbiamo finalmente inteso cosa volevi dire.
Ti ci sono voluti diversi tentativi… eppure non era affatto difficile… bastava citare la classica modalità Western Electric:






Dicevi che le soluzioni di 20 anni fa andavano liquidate per vecchiaia e ora te ne vieni fuori con della roba Western di 100 anni fa?

Ma sì dai, è roba trita e ritrita, ne parlarono tra l’altro anche nel Triode Festival del 2004, ed è un sistema a cui Thomas Mayer ricorre da anni.
Quindi era molto facile, volendo, farsi intendere.
Pensavo tu facessi l’indiano per qualche recondita motivazione… invece par di capire, che sei così al naturale… vedi allora che le considerazioni del primo post, trovano ragion d’essere.

Il sistema Western a me piace… se non lo uso spesso, ho i miei buoni motivi.
Ma sia chiaro, che un sistema del genere, non è in grado di recuperare gli insostituibili pregi di un filtraggio induttivo puro.
Non a caso Saggese consiglia spesso di accendere in alternata il filamento delle valvoline a riscaldamento indiretto, per evitare il raddrizzamento e il rumore che comporta.
Nel nostro caso la situazione è più critica, avendo a che fare con filamenti da 3,25A per ogni valvola finale.


Il tuo sistema di filtraggio LC, seguito da elemento ad alta impedenza, è a mio parere ottimo… complimenti.

Il mio sistema resta unico, per semplicità, purezza, prestazioni e furbizia.
Basti dire, che con un alimentatore unico accendi i due canali senza crosstalk e con la corrente di una valvola sola: 3,25A … che figata!
Se poi vuoi avere l’alta impedenza d’uscita, basta far seguire l’elemento ad alta impedenza come hai fatto tu… però l’alimentatore resta più furbo, perché i vantaggi iniziali rimangono.




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P.S.
Ce lo insegni tu… a usare i CCS?
Ti sei scordato di quando ti svampavano per questioni di alta tensione… a me non è mai successo, però se mi insegni, quando poi avrò voglia di farne scoppiare qualcuno userò il tuo sistema.

Per quanto riguarda il doppio regolatore LM che non si avvicina al tuo Coleman, concedici di sopperire aggiungendo un bel: E STI CAZZI.
Vallo a dire a Microfast Bue Grasso, così poi fate a gara a chi supera la soglia dei -200dB
Se non ti basta c’è Calabrese, con 150dB a 9 metri.
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MessaggioInviato: Gio Nov 03, 2016 4:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nel frattempo il thread ha sviluppato uno spin-off al seguente link: http://ansaht.com/phpBB2/viewtopic.php?p=4711#4711



Passiamo ora a considerare, l’aggiunta in circuito di un banale CMC (visibile in una foto di un post precedente).
Si tratta di un Coilcraft CMT1-1.9-9 e per la simulazione ho prudenzialmente immesso valori inferiori di quanto specificato a datasheet.







Come dicevo tempo fa, a proposito dell’ampli con 300B di Giuseppe, l’aggiunta di una pur semplice cella CMC con relativi condensatori, fa la sua bella differenza.

Vediamo infatti, che il ripple passa da 44 mVpp a 3,4 mVpp … e amplificato dal guadagno in circuito della 211, diventa 34 mVpp … corrispondenti a 12 mVrms … poi attraverso il trasformatore (con rapporto 35,3), diventa 0,063 Vrms … corrispondente a una potenza di 0,0000000144 Wrms su 8 Ohm.

Ho controllato due volte i vari passaggi, quindi speriamo bene Smile

Procedo a verificare, cosa succede con due driver da 115 dB di efficienza:







Risultato: 39,6 innocui dB a 1 metro.



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