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MessaggioInviato: Dom Dic 28, 2008 8:51 pm    Oggetto: Rispondi citando




In his book Corso attributes the genesis of the transistor to Shockley, referring it to the reverse engineering operated on the silicon elements found in Roswell.

Nel suo libro Corso attribuisce la genesi del transistor a Shockley, riconducendola alla retroingegneria operata sugli elementi in silicio rinvenuti a Roswell.





This re-writing of history by Corso drew many criticisms and many people specified that, despite Shockley being officially the co-inventor of the transistor, the actual discovery was due to the work of Walter Brattain and John Bardeen.

Questa riscrittura della storia da parte di Corso attirò molte critiche e furono in tanti a precisare che, sebbene Shockley risultasse ufficialmente coinventore del transistor, in realtà la scoperta era da attribuirsi al lavoro di Walter Brattain e John Bardeen.


...



Furthermore, the first transistor used Germanium as semi-conducting material and not silicon.

These fair comments must be accompanied by further explanations concerning particular news not widely known.
In 1947 Shockley isolated himself and started working on his own; since he was the leader of the men involved in the research of the new device, he could do this without any trouble.
This is the reason why Brattain and Bardeen discovered the transistor independently from Shockley; so much so that when the latter was informed he had contrasting reactions. He was pleased for the result but angry for being told after it had been done.
Even after Brattain and Bardeen’s discovery, Shockley kept working on his own, insisting on silicon and with different principles from the point contact just invented.

How come Shockley started working on his own in 1947?
How come he kept doing it even afterwards and in a different direction from the fruitful study of Brattain and Bardeen?
Was he guided by intuition, by simple instinct or something else?

The fact is that Shockley continued his experiments and in 1948 he invented the junction transistor, viz. the true transistor of the future.
Therefore from this point of view and independently from Roswell, what stated by Colonel Corso is not far from reality.


Inoltre il primo transistor utilizzava il germanio come materiale semiconduttore e non il silicio.

A queste giuste puntualizzazioni occorre aggiungere ulteriori precisazioni, riguardanti particolari di cronaca meno nota.
Nel 1947 Shockley a un certo punto si isolò e cominciò a lavorare per conto proprio; essendo capogruppo degli uomini impegnati nella ricerca del nuovo dispositivo, potè farlo senza problemi.
Questo è il motivo per cui Brattain e Bardeen scoprirono il transistor separatamente da Shockley, tant’è vero che quando quest’ultimo ne fu informato ebbe reazioni contrastanti, di compiacimento per il risultato e di arrabbiatura per averlo saputo solo a cose fatte.
Anche dopo la scoperta di Brattain e Bardeen, Shockley continuò a lavorare da solo, insistendo sul silicio e con principi diversi dal point contact appena inventato.

Come mai Shockley nel 1947 iniziò a lavorare in disparte?
Come mai insistette a farlo anche in seguito e in direzione diversa da quella fruttuosa di Brattain e Bardeen?
Fu guidato dall’intuizione, dal semplice istinto, oppure da qualcos’altro?

Fatto sta che Shockley continuò i suoi esperimenti e nel 1948 inventò il transistor a giunzione, cioè il vero transistor del futuro.
Pertanto, da questo punto di vista e indipendentemente da Roswell, quanto affermato dal Colonnello Corso, non è difforme dalla realtà dei fatti.



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MessaggioInviato: Mer Dic 31, 2008 1:15 am    Oggetto: Rispondi citando

However, the rumor that something very special was kept in Bell Labs was in the air well before Corso’s book was published.
It also seems that a famous film was inspired by it.

Some films are inspired by true stories, others by rumors or beliefs of any kind, which are used to elaborate fancy stories.
The examples are numerous; they go from society news which inspired films such as ‘The Graduate’, to news stories, such as those concerning Edward Gein, which have influenced several films…’Psycho’, ‘The Silence of the Lambs’ and ‘The Texas Chainsaw Massacre’. There is also the supernatural world with films like ‘The Exorcist’, which is said to draw inspiration from true stories and the fantasy genre, with films such as ‘Philadelphia Experiment’, inspired by an alleged secret experiment.

(Let’s see if anyone guesses in which film the rumors concerning Bell Labs are re-elaborated…come on, it’s easy!)

The curious effect of such rumors (in the popular version, not in the film) is that they accidentally find a temporal position similar to what Corso said, that is at the time of the invention of the transistor.

Years ago, in the contacts I made to find the golden triode, I happened to meet a guy who showed he knew a lot; to my question on the subject, he confirmed that he had heard those rumors in several occasions. Indeed, he added some details to the little I knew.

Before saying what he told me, I want to specify that he was very convincing not only for the many things that he knew, but also because he gave me a transistor that only a few people could own.
For the records it was a pilot run A1698 Western Electric germanium point contact transistor; (the pilot run was produced before the first transistor was released to the market anywhere in the world) and these items (not to be confused with prototypes) were made in a limited number for a distribution with an evaluating purpose.


Comunque la voce che ai Bell Labs fosse conservato qualcosa di speciale, aleggiava già prima che uscisse il libro di Corso.
Pare anche che un notissimo film ne abbia tratto ispirazione.

Alcuni film sono tratti da storie vere, altri invece si ispirano a voci popolari o a credenze di ogni genere e da queste traggono spunto per elaborare storie fantasiose.
Gli esempi sono numerosi, si spazia dai rumors di cronaca mondana, da cui trarrebbe ispirazione il film ‘Il Laureato’, ai fatti di cronaca, per esempio quelli riguardanti Edward Gein, che hanno condizionato più di un film… ‘Psyco’, ‘Il Silenzio degli Innocenti e ‘Non Aprite Quella Porta’. C’è poi il campo del soprannaturale con il film ‘l’Esorcista’, che si dice traesse ispirazione da resoconti reali e il genere fantasy, con il film ‘Philadelphia Experiment’, ispirato ad un presunto esperimento segreto.

(Vediamo se qualcuno indovina in quale film viene riarrangiata la diceria riguardante i Bell Labs… dai che è facile!)

L’aspetto curioso di tali chiacchere (nella versione popolare, non quella del film) è che casualmente trovano una collocazione temporale affine a quella proposta da Corso, cioè a dire all’epoca dell’invenzione del transistor.

Anni fa, nei contatti per il procacciamento del triodo d’oro, mi capitò uno scambio con un tale che dimostrava di sapere parecchio, alla mia domanda in proposito, lui confermò che quelle voci le aveva sentite in diverse occasioni, anzi aggiunse qualche particolare in più a quel poco a me noto.
Prima di accennare a quel che mi disse, voglio precisare che sapeva essere convincete non solo per le diverse cose che conosceva, ma anche perché mi cedette un transistor che solo poche persone potevano possedere.
Per la cronaca si trattava di un transistor point contact al germanio A1698 Western Electric di pre produzione (e intendo la pre produzione rispetto al primo transistor commercializzato al mondo) e questi pezzi (da non confondere con i prototipi) vennero preparati in numero limitato per una distribuzione a scopo valutativo.



A1698 Western Electric, handwritten version “Pilot Run”



In 1941 the Bell Labs Head Office moved from New York to New Jersey; at the time Murray Hill’s Bell Labs were a technological receiver unique in the world, with an impressive aspect as shown in the picture below.

Nel 1941 la sede centrale dei Bell Labs si trasferì da New York nel New Jersey, a quei tempi i Bell Labs di Murray Hill costituivano un’antenna tecnologica unica al mondo, dall’aspetto davvero imponente, come da immagine seguente.





The structures in Murray Hill remained unchanged throughout the 40s; during the 50s, shortly after the discovery of the transistor, the parking area at the back of the complex was moved on the hills, near the foundry and in its place a huge building was built.
In this building higher degrees of secrecy and levels of surveillance were established straight away; therefore what was probably built for usual space reasons became a ‘much talked about’ building…to the point that it was said that it had an armored core containing goodness knows what.


Le strutture a Murray Hill restarono immutate per tutti gli anni 40, poi a cavallo degli anni 50, poco dopo la scoperta del transistor, il parcheggio collocato nella parte posteriore del complesso venne trasferito sulle colline, nei pressi della fonderia, e al suo posto venne costruito un enorme stabile.
In quello stabile da subito vennero istituiti gradi di segretezza e livelli di sorveglianza superiore, così, quello che probabilmente era un edificio sorto per normali esigenze d’espansione, divenne in breve un edificio ‘chiaccherato’… al punto che si arrivò a dire che là sotto vi fosse un core blindato contenente chissà cosa.





Gossip can disappear as fast as it comes but, as we have seen, after a while the renovation of Holmdel arrived and instead of disappearing, the gossip increased.

Le chiacchere come nascono possono pure disperdersi in fretta, ma, come abbiamo visto, dopo qualche tempo arrivò la ristrutturazione di Holmdel e anziché disperdersi si rinvigorirono.



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MessaggioInviato: Lun Gen 05, 2009 2:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Shortly after Corso’s revelations others came from Jack Shulman.

Shulman’s curriculum is less impressive than Colonel Corso’s, but it is quite consistent as well.
After gaining two degrees in Computer Science and Software Technology, he obtained his first job in 1964 at the electronic components section in RCA.
In 1965 he went to work for Bell Labs as a researcher on computers.


A breve distanza dalle rivelazioni di Corso, ve ne furono altre da parte di Jack Shulman.

Il curriculum di Shulman è meno appariscente rispetto a quello del Colonnello Corso, ma anch'esso consistente.
Dopo aver conseguito due lauree, in Computer Science e in Software Technology, ottiene il suo primo impiego nel 1964, presso la divisione componenti elettronici della RCA.
Nel 1965 passa ai Bell Labs come ricercatore sui computer.




Jack Shulman at Bell Labs



In 1969 he founded the American Computer Company.
As President and Head of the technical office, he successfully manages the company for a long time.
In 1999 ACC is separated and the CompAmerica is born; Shulman retires from its management accepting a honorary role in the Administration Council.

In 1997 Shulman surprised everybody by publishing online, on the ACC website, revelations concerning the invention of the transistor, re-proposing the idea of reverse engineering starting from alien technology.
Through the WEB the news spread rapidly and he was immediately contacted by Michael Lindermann of CNI News for an interview, where Shulman, among other things, said that he didn’t know Colonel Corso and his book.
Straight after that he was interviewed by Jeff Rense for the popular program ‘Sightings on the Radio.’

At the beginning Shulman explained that his statements could be traced back to a mysterious confident that he had met years earlier; after a while he revealed that the information came from no less than Jack Morton.


Nel 1969 fonda la American Computer Company.
In qualità di Presidente e capo dell’ufficio tecnico, guida a lungo e con successo la compagnia.
Nel 1999 la ACC viene divisa e nasce la CompAmerica; Shulman si ritira dalla conduzione, accettando una carica onoraria nel Consiglio di Amministrazione.

Il 1997 è l’anno in cui Shulman sorprende tutti mettendo online, nel sito della ACC, delle rivelazioni riguardanti l’invenzione del transistor, riproponendo anch’egli il tema del reverse engineering a partire da tecnologia aliena.
Tramite il WEB la notizia si diffonde rapidamente e subito viene contattato da Michael Lindemann di CNI News per un’intervista, nella quale Shulman, fra le altre cose, precisa di non conoscere il Colonnello Corso, né il suo libro.
Subito dopo viene intervistato anche da Jeff Rense per la popolare trasmissione "Sightings on the Radio".

Inizialmente Shulman spiega che le sue affermazioni sono da ricondursi ad un misterioso confidente conosciuto anni prima, poi, dopo qualche tempo, rivela che le informazioni provengono nientedimeno che da Jack Morton.



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MessaggioInviato: Mar Gen 06, 2009 7:53 am    Oggetto: Rispondi citando

After the discovery of the transistor, the President of Bell Labs at the time, Mervin Kelly, entrusted Morton with the management of a research and development team, with the duty to identify the most suitable method to achieve industrially the new device and its possible applications on the market.
This particular duty put Morton in the conditions of learning every aspect of the transistor; therefore he became an extremely reliable source on the subject, in a way even more than the inventors themselves.

Jack Shulman said that as a child he was a friend of Morton’s son, and therefore he frequented their house, sometimes staying to study.
In more than one occasion he heard Jack Morton, which in the meantime had become Vice-President of Bell Labs, saying things like ‘it is a shame that those three idiots (referring to Shockley, Brattain and Bardeen) took credit for the discovery of the transistor, which doesn’t belong to them’.


Dopo la scoperta del transistor, l’allora Presidente dei Bell Labs, Mervin Kelly, affidò a Morton la direzione di un team di ricerca e sviluppo, col compito di individuare il metodo più adatto per realizzare industrialmente il nuovo dispositivo e le possibili applicazioni di mercato.
Il particolare incarico mise Morton nelle condizioni di apprendere ogni aspetto riguardante il transistor, egli pertanto divenne una fonte oltremodo qualificata sull’argomento, per certi versi anche più degli inventori stessi.

Jack Shulman racconta che da ragazzo era amico del figlio di Morton, per questo frequentava la loro casa, a volte trattenendosi per studiare.
Così in più di un’occasione sentì Jack Morton, che nel frattempo era diventato Vice-Presidente dei Bell Labs, fare discorsi del tipo “è davvero un peccato che quei tre idioti (riferendosi a Shockley, Brattain e Bardeen) abbiano il merito per la scoperta del transistor, che non gli appartiene”.



Jack Morton and William Shockley



For a very long time Shulman thought that Morton’s statements referred to certain decisive government inputs in the invention of the transistor; one day his friend showed him a notepad from the Bell Labs…and he understood that the inputs came from much farther.

Shulman added some consideration about Morton’s tragic death; he suspected that the killing was related to AT&T.
Indeed, as far as he knew, Morton was close to accepting a big job offer from an important Japanese company and he reckons that AT&T didn’t want to risk the release of certain information.


Per molto tempo Shulman pensò che i discorsi di Morton alludessero a decisivi input governativi nell’invenzione del transistor, poi un giorno il suo amico gli mostrò un blocco di appunti proveniente dai Bell Labs… e allora capì che gli input arrivavano da ben più lontano.

Shulman aggiunge delle considerazioni riguardanti la tragica fine di Morton, egli sospetta che il delitto sia da ricondursi alla AT&T.
Questo perchè gli risulta che Morton fosse ormai prossimo ad accettare una grossa offerta di lavoro da parte di una importante ditta giapponese, ed è convinto che l’AT&T non volesse assolutamente rischiare la diffusione di certe informazioni.



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MessaggioInviato: Gio Gen 08, 2009 2:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Summing up….

Starting from the beginning of the 50s several rumors concerning Bell Labs of Murray Hill started, for issues linked to a legendary UFO crash occurred in 1947.

Bell Labs of Holmdel illustrated at the beginning of the thread are involved in the rumors.
It is said that the detailed external layout was planned to give a representation visible from the sky, for the purpose of sending a synthetic and significant message of the kind: ‘we have this’.
The reference of the message is associated by some people to the design of a chip and by others to the shape of an alien ship.

It is interesting to verify the presence of an indicator that supports such hypothesis.
According to the principle that whoever sends a message expects a response, we can say that in this instance, a center equipped to receive signals from space was set up nearby.


Ricapitolando…

A partire dai primi anni 50 iniziarono diversi rumors riguardanti i Bell Labs di Murray Hill, per questioni connesse ad un leggendario UFO crash avvenuto nel 1947.

Nei rumors sono compresi i Bell Labs di Holmdel, illustrati all’inizio del thread.
Si ritiene che il dettagliato layout esterno, fosse concepito per delineare una raffigurazione intellegibile dall’alto, allo scopo di lanciare un messaggio sintetico e significativo, del tipo: “noi abbiamo questo”.
Il riferimento del messaggio c’è chi lo associa al disegno di un chip e chi invece alla forma di un veicolo alieno.

È curioso constatare la presenza di un indicatore a sostegno di tale ipotesi.
In base al presupposto che solitamente chi invia un messaggio nutre l’aspettativa di una risposta, si verifica che in questo caso venne contestualmente allestito nelle vicinanze, un centro attrezzato per captare segnali dallo spazio.








For the records, in this center, a few years later (1964) Arno Penzias and Robert Wilson, whilst scanning the galaxy with the extremely sensitive horn-reflector aerial, accidentally discovered the cosmic background radiation, which represents a theoretical evidence of the Big Bang.

Someone thought it was peculiar that private devices designed for research and development with commercial purposes (communications and broadcasting) were used to practice unsecured radio-astronomy.
On the contrary, for those who understood the situation from a certain point of view, it all made sense.


Per la cronaca in quel centro qualche anno dopo (1964), Arno Penzias e Robert Wilson, mentre scandagliavano la galassia con la sensibilissima horn-reflector antenna, scoprirono casualmente la radiazione cosmica di fondo, che rappresenta una prova sperimentale del Big Bang.

A qualcuno parve singolare che degli impianti privati, concepiti per fare ricerca e sviluppo a scopo commerciale (comunicazioni e broadcasting), venissero utilizzati per fare radioastronomia a fondo perduto.
Per chi invece aveva inquadrato la situazione in una determinata ottica, la cosa non apparve affatto strana.



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L'ultima modifica di ANSA il Ven Mar 25, 2011 10:28 am, modificato 3 volte
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MessaggioInviato: Ven Gen 09, 2009 7:06 pm    Oggetto: Rispondi citando





It happened that looking in the future, plots of the past joined the present.

Avvenne che cercando nel futuro, trame del passato si unirono al presente.



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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2009 10:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

At the moment by typing ‘A1698 Western Electric’ in Google, among the first links one to this thread appears.
This is a bit strange, since certain virtual online museums have been proposing the A1698 for a long time; however, the thing is that someone from the USA asked me via email to articulate the matter of the ‘Pilot Run’.


Attualmente digitando su Google: “A1698 Western Electric”, fra i primi link compare quello al presente thread.
La cosa è un po’ strana, visto che alcuni musei virtuali online propongono l’A1698 da parecchio tempo, comunque fatto sta che tramite email (dagli USA) mi hanno chiesto di articolare maggiormente la faccenda del “Pilot Run”.



I will go in reversal order, starting from the first commercial models easily recognizable as such, viz. those with printed initialing and datecode.

At the following link you can find a 1952 commercial version: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/weco.htm
In the same site there are also detailed pictures, in particular this shows us the serigraphy of the mark: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/A1698-3A.JPG ...
whilst this shows the datecode: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/A1698-2A.JPG ...
finally this is very useful, because it highlights two constructing details essential to establish the chronology of the previous versions:http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/A1698-4A.JPG


Procederò all’inverso, partendo dai primi esemplari commerciali facilmente distinguibili come tali, sono quelli con siglatura stampata e con il datecode.

Al seguente link una versione commerciale del 1952: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/weco.htm
Nello stesso sito vengono fornite anche foto dettagliate, in particolare questa ci mostra la serigrafia della sigla: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/A1698-3A.JPG ...
mentre questa mostra il datecode: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/A1698-2A.JPG ...
infine questa è utilissima, perchè evidenzia due particolarità costruttive fondamentali per stabilire la cronologia delle versioni precedenti: http://www.transparentsound.com/transistors/vintage-transistors/weco/A1698-4A.JPG






The constructing details that interest us are the groove on the body and the notch on the border of the basis.

I will now show a picture not available on the WEB; unfortunately it is not high quality but it is still quite useful:


I particolari costruttivi che interessano sono la scanalatura sul corpo e la tacca sul bordo della base.

Ora mostrerò una foto non reperibile nel WEB, purtroppo non è di gran qualità, ma è comunque assai utile:






The typical jeweler’s box is original; the print ‘Bell Labs’ inside it can be barely seen.
The two transistors are two rare models of the Type A, dating back to the end of the experimentation (circa 1949).
Distinguishing features are the horizontal bending of the feet (characteristic of all the Type A models) and the perfectly smooth tubular body.
There isn’t any groove or notch.


La scatola tipica da orefice è originale, si distingue (con difficoltà) la serigrafia Bell Labs all’interno.
I due transistor sono dei rari campioni di Type A, risalenti alla fine della sperimentazione (circa 1949).
Segni particolari sono la piegatura orizzontale dei piedini (caratteristica di quasi tutti i Type A) e il corpo tubolare perfettamente liscio.
Non compare nessuna scanalatura e nessuna tacca.



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MessaggioInviato: Dom Gen 11, 2009 11:21 am    Oggetto: Rispondi citando

With the two fundamental references in the previous message, let’s now consider the models temporally identifiable between the two references.

Let’s start form these two equivalent examples:
http://semiconductormuseum.com/Transistors/BellLabs/OralHistories/Coonce/Coonce_Page4.htm
http://sites.google.com/site/transistorhistory/Home

On the body of the transistors the writings are not printed, the mark A1698 is handmade.

Now let’s re-examine my transistor:


Con i due fondamentali riferimenti del messaggio precedente, passiamo ora a considerare gli esemplari temporalmente collocabili fra i due riferimenti.

Iniziamo da questi due esempi equivalenti:
http://semiconductormuseum.com/Transistors/BellLabs/OralHistories/Coonce/Coonce_Page4.htm
http://sites.google.com/site/transistorhistory/Home

Sul corpo dei transistor le scritte non sono stampate, la siglatura A1698 è fatta a mano.

Ora riesaminiamo il mio transistor:







In this case as well the writing is handmade; it doesn’t say A1698, but rather the same identifier written in pencil on the box: D200H.

Now let’s go back to the previous transistors and observe them closely:


Anche in questo caso la scritta è fatta a mano, ma non riporta la sigla A1698, bensì la stessa scritta a matita presente sulla scatola: D200H

Ora torniamo sui transistor precedenti e osserviamo da vicino:




http://urlin.it/147ff



The groove on the body is visible; therefore it is now possible to work an archaeological extrapolation on the transistors.

Hand writings being equal, the models that present the groove on the body are closer to the commercial version of 1952, whilst the models with a perfectly smooth body are closer to the Type A prototypes.


È ben visibile la scanalatura sul corpo, pertanto ora diventa possibile un’operazione di estrapolazione archeologica sui transistor.

A parità di scritte fatte a mano, gli esemplari che presentano la scanalatura sul corpo si collocano maggiormente vicino alla versione commerciale del 1952, mentre gli esemplari con corpo perfettamente liscio si collocano nelle vicinanze dei prototipi Type A.







Since we have confirmation of Type A prototype up to 1949: http://transistorhistory.50webs.com/1949BTLxstrBox.jpg ... it is possible to think that the Pilot Run in my possession is identifiable between the end of 1949 and the beginning of 1950…whilst the other transistors with the handmade writing A1698 are the very first commercial version identifiable between 1950 and 1951.

We must also specify that the Pilot Run category is not the result of my fantasy: http://www.smecc.org/teachers_taught_about_transistors.htm
The transistor is a A1698 and is from what we call a "PILOT RUN". What this means is that the transistor was made after the age of experimentation, but before full production in large amounts went into effect.


Siccome si hanno riscontri di prototipi Type A che arrivano fino al 1949: http://transistorhistory.50webs.com/1949BTLxstrBox.jpg ... allora diventa possibile stimare che il transistor Pilot Run da me esibito è collocabile tra la fine del 1949 e l’inizio del 1950… mentre gli altri transistor con la scritta A1698 fatta a mano, sono la primissima versione commerciale collocabile a cavallo tra il 1950 e il 1951.

Da precisare infine che la categoria dei Pilot Run non è frutto della mia fantasia: http://www.smecc.org/teachers_taught_about_transistors.htm
The transistor is a A1698 and is from what we call a "PILOT RUN". What this means is that the transistor was made after the age of experimentation, but before full production in large amounts went into effect.



---------------------------------------------------------------------

I hope that the matter is now clearer…surely an English translation of this subject is necessary (also because I think that nobody cares about this stuff in Italy); however, by following images, drawings and links the succession of models should be quite clear.

Spero che ora la faccenda sia più chiara… certo non guasterebbe una versione tradotta in inglese (anche perchè penso che in Italia di sta roba qua non freghi a nessuno), comunque seguendo disegni, immagini e link si dovrebbe ugualmente comprendere la successione degli esemplari.



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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 11:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

For all those who have the curiosity to know in detail the inside of the very first germanium transistors, this is a vintage picture with a cross-section of a Western Electric point contact:

Per chi avesse la curiosità di conoscere nel dettaglio l’interno dei primissimi transistor al germanio, ecco una foto d’epoca con lo spaccato di un point contact Western Electric:







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L'ultima modifica di ANSA il Gio Nov 18, 2010 8:44 pm, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Gio Gen 22, 2009 2:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Other details are missing from the list of strange and legendary aspects that surround Bell Labs and the history of transistors, but I would like to go back to the golden triode.
I hoped I could find a triode with special characteristics that make it better than any other in amplifying the extremely weak signals of phono styluses among the new nanotubes triodes; this possibility turned out to be immature, but from this future technology emerged references to the past able to intervene on the present.

In Jack Morton’s biography there aren’t only events linked to the transistor, but also important successes in the field of valves; so much so that, as I said before, in Western Electric he was the only one to deserve the nickname of Mr Tube or Tubeman.
To him we can trace back discoveries such as the close-spaced triode (1943) and the frame grid; but most of all we owe him the setting up of a triode that revolutionized the world of communications and broadcasting.

In the 40s the quality of long distance telephone communication in the United States was quite unsatisfactory; it was necessary to shout in the receiver in order to barely overcome the strong background noise.
After the war, the problem of quality was accompanied by the difficulty to manage an uncontainable request for new connections; furthermore there was the issue of supporting with adequate means the wide spreading of television signals.
All this was resolved in a simple and genial way with a triode that became later known as the Morton Tube.

Morton’s triode got rid of all the problems linked to the transport of signals via cable and granted the transmission to radio-relays, which transmitted microwaves on 4 GHz via the ether.


Mancano altri particolari al novero degli aspetti strani e leggendari che avvolgono i Bell Labs e la storia del transistor, ma vorrei tornare al triodo d’oro.
Un triodo con caratteristiche speciali, che lo rendano migliore di qualsiasi altro nell’amplificare i debolissimi segnali delle testine phono, credevo di trovarlo tra i nuovi triodi a nanotubi, ma questa possibilità si è rivelata non ancora matura, però da questa tecnologia del futuro sono emersi dei riferimenti al passato, capaci di intervenire sul presente.

Nella biografia di Jack Morton non ci sono solamente le vicende legate al transistor, ma anche importanti successi nel campo delle valvole, tant’è che, come dicevo in precedenza, in Western Electric fu l’unico a guadagnarsi il soprannome di Mr Tube o Tubeman a seconda dei casi.
A lui sono da ricondursi scoperte come il close-spaced triode (1943) e la frame grid, ma soprattutto è da ricondursi a lui la messa a punto di un triodo che rivoluzionò il mondo delle comunicazioni e del broadcasting.

Negli anni 40 la qualità della telefonia su lunga distanza negli Stati Uniti lasciava parecchio a desiderare, occorreva letteralmente urlare nella cornetta per vincere a malapena il forte rumore di fondo.
Nel dopoguerra al problema della qualità si aggiunse la difficoltà di gestire una prorompente richiesta di nuove connessioni e come non bastasse c’era il problema di sostenere con mezzi adeguati la forte diffusione dei segnali televisivi.
Tutto questo fu risolto in maniera semplice e geniale, con un triodo che poi divenne noto come The Morton Tube.

Il triodo di Morton tagliava fuori tutti i problemi legati al trasporto dei segnali tramite cavo e affidava la trasmissione a radio-relay, che trasmettevano microonde sui 4 GHz via etere.







In order to succeed in this, the triode at issue, marked 1553 in the experimental stage, enclosed a series of truly revolutionary characteristics.
The special features were obtained thanks to an innovative construction such that it was necessary to conceive new methods to build it.
However, we must say that without an executive arm such as the Western Electric, such an advanced triode wouldn’t have probably been produced so easily.

On this subject I will jump forward a little and remember when, years later, AT&T granted a construction license to Ericsson (the Swedish company today known for mobile technology).
Despite having clear documentation on how to carry out the work and various reference models, for a certain period Ericsson’s technicians weren’t able to complete the quality assembly and they were forced to ask for technical help to the Western Electric in order to solve the problem.


Per riuscire in questo, il triodo in questione, siglato nella fase sperimentale 1553, riuniva in sé una serie di caratteristice davvero rivoluzionarie.
Le speciali caratteristiche furono ottenute grazie a una costruzione innovativa a tal punto, che risultò necessario concepire nuovi metodi realizzativi per costruirlo. Comunque va detto che senza un braccio esecutivo come la Western Electric, un triodo così spinto forse non sarebbe entrato in produzione tanto facilmente.

Su questo tema faccio un piccolo salto in avanti e vado a ricordare di quando, anni dopo, l’AT&T concesse licenza di costruzione alla Ericsson (la ditta svedese oggi nota per la telefonia mobile).
Nonostante avessero una chiara documentazione di come fare il lavoro, oltre a vari campioni di riferimento, per un certo periodo i tecnici della Ericsson non riuscirono a completare degli assembleggi di qualità e furono costretti a chiedere aiuto tecnico alla Western Electric per uscire dall’empasse.



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L'ultima modifica di ANSA il Gio Nov 18, 2010 8:44 pm, modificato 2 volte
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