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Reference Monitor Speakers - Rehdeko RK115, Danley TH-MINI
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MessaggioInviato: Mer Feb 13, 2013 7:50 pm    Oggetto: Rispondi citando





I specially assembled the setup in order to show it as a whole.
The few parts that make it can be assembled without any soldiering, and therefore it can be easily taken apart and put back together when needed.

On the top right of the picture you can see the high tension pin, which is absolutely necessary in order to work safely.

The most critical task is due to the three condensers, which in this case are paper oil Sprague of the Photo Flah kind, therefore they have the mechanic sturdiness able to deal with heavy usages. They are charged with 3KV, with the tension supplied by the faithful Beckman.
When the charging operation is completed, we remotely start the high tension relay, which commutes the energy stocked in the condensers on the loop of the cables connected to the output terminals visible at the bottom left of the image.
The special resistances in series to the discharge circuit limit the current to a value suitable to the cable that needs to be treated; whilst the task of the fuse is to prevent deflagrating discharges.

The cables connected to the terminals are DNM Reson, completely visible in the picture below; they have been chosen because they conform to the cable of the same kind used to wire internally the Rehdeko diffusers.
The wide space between the poles of the cable doesn’t pose any potential problems, but the non exuberant section of the conductors suggests a prudential resistive value to limit the entry current.



Ho espressamente montato il setup, per poterlo illustrare nel suo insieme.
Le poche parti che lo compongono sono assemblabili senza saldature e quindi può essere facilmente smontato e rimontato all’occorrenza.

In foto è visibile in alto a destra il puntalone per alta tensione, che assolutamente non deve mancare per operare in sicurezza.

Il compito più critico spetta ai tre condensatori, che in questo caso sono Sprague in carta-olio del tipo Photo Flash, quindi hanno la robustezza meccanica per far fronte ad utilizzi gravosi. Essi vengono caricati a 3KV, con la tensione fornita dal fedelissimo Beckman.
Quando l’operazione di carica è completata, si comanda a distanza il relay per alta tensione, che provvede a commutare l’energia stoccata nei condensatori, sul loop dei cavi collegati ai morsetti d'uscita, visibili in basso a sinistra nella foto.
Le speciali resistenze in serie al circuito di scarica, limitano la corrente ad un valore adatto al cavo da trattare; mentre il compito del fusibile, è di prevenire scariche deflagranti.

I cavi collegati ai morsetti sono i DNM Reson, visibili per intero nella foto a seguire, e sono stati scelti perchè si conformano al cavo dello stesso tipo, utilizzato per cablare internamente i diffusori Rehdeko.
L’ampia spaziatura tra i poli del cavo non pone problemi di potenziale, ma la sezione non esuberante dei conduttori, suggerisce un prudenziale alto valore resistivo, per limitare la corrente di spunto.







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TAG: DNM Reson treatment


L'ultima modifica di ANSA il Ven Nov 01, 2013 2:14 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Mar 15, 2013 12:30 am    Oggetto: Rispondi citando

The technical problems to be solved are numerous and partially contrasting in order for a speaker to reproduce a wide portion of the audio spectrum, with an energetic performance in medium-low range and enjoyably musical in medium and high range.
Among them, for example, there is the diameter of the mobile coil; it is preferable for the latter to have a reduced diameter, except the piston functioning, because it tends to favor the triggering of break-up in the cone of the speaker, as shown in the drawings and animations that follow.



Sono numerose e in parte contrastanti, le problematiche tecniche da risolvere, affinchè un altoparlante possa riprodurre una porzione molto ampia dello spettro audio, con una resa energica in gamma medio-bassa e godibilmente musicale in gamma media ed alta.
Tra queste per esempio il diametro della bobina mobile, che per molti versi risulta preferibile sia di diametro ridotto, salvo che nel funzionamento a pistone, in quanto tende a favorire l'innesco di breakup nel cono dell'altoparlante, come illustrato nei disegni e nelle animazioni a seguire.






…………




During the years, speakers’ constructors have proposed various technical solutions, in some cases favoring certain aspects to the detriment of others, with results not always up to the expectations.

For example let’s see the Thiel CS1.6 MK2, which is characterized by a wide diameter coil (3 inches) and the aluminum coil.



Nel tempo i costruttori di altoparlanti hanno proposto soluzioni tecniche di vario genere, favorendo in certi casi determinati aspetti a scapito di altri, con risultati non sempre all'altezza delle aspettative.

Vediamo per esempio il Thiel CS1.6 MK2, che si caratterizza per la bobina di ampio diametro (3 pollici) e per il cono in alluminio.







The Thiel diffuser that uses the speaker in question is generally appreciated, in particular for its excellent consistency.
In actual fact, observing the instrumental data of the German magazine Hobby HiFi, which can be seen at the link below, the table with the step response shows a good result in the whole, despite being marked by the continuous energetic persistency due to the resonance of the aluminum. It is clearly distinguishable in the table of the frequency response and it is localized between 8 and 9 KHz.
Such resonance comes from the main central dome, which works as a dome midrange, allowing a good dispersion, but also collateral effects of resonance and points of localized distortion, which reach 3.2% when the level is 90dB SPL.



Il diffusore Thiel che utilizza l'altoparlante in questione è generalmente apprezzato, in particolare per l'ottima coerenza.
In effetti, osservando le rilevazioni strumentali della rivista tedesca Hobby HiFi, visibili nel link a seguire, il grafico con la step response mostra un risultato complessivamente buono, per quanto segnato dalla continua persistenza energetica dovuta alla risonanza dell'alluminio. Essa è chiaramente distinguibile nel grafico della risposta in frequenza, ed è localizzata tra 8 e 9KHz.
Tale risonanza scaturisce dalla grande cupola centrale, che funge da midrange a cupola, consentendo buona dispersione, ma anche effetti collaterali di risonanza e punti di distorsione localizzata, che arrivano al 3,2% quando il livello è di 90dB SPL.


http://ansaht.com/uv638jed4/ALP/Thiel_CS1.6_MK2.pdf




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L'ultima modifica di ANSA il Ven Nov 01, 2013 2:17 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Mar 15, 2013 6:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Here are two more examples that re-propose a classic configuration with a small diameter coil and paper cone, but with a particular computer designed anti-break-up structure.


Ecco altri due esempi, che ripropongono una classica configurazione con bobina di piccolo diametro e cono in carta, però con particolare struttura anti-breakup studiata al computer.



…………





The Fostex FE138ES-R is a sophisticated speaker constructed using the best materials; the magnet is made of Alnico, the horn of bio-cellulose, the metallic dome made of magnesium and the coil is silver plated! This is accompanied by the refined design of the cone, the suspension and the center square.

The deployment of means doesn’t reach the fixed goal and the knotty points are of various types, as it can be deduced by the instrumental test quoted in the PDF linked below.
First of all, the frequency is disappointing, which reminds us of unsuccessful speakers. The magnesium dome works as a tweeter, but the performance is comparable to a bell. The consequence is a disappointing consistency result, shown in the table of the step response, which resembles that of the Lowther speakers.
At an SPL level of 90dB, corresponds a distortion in the midrange abundantly than 1%, a value not among the worst, but below expectations.

In this writer's opinion, the main problem of this speaker is the mediocre musical performance, due to its design anti-breakup, which goes to contrasting textures modal acoustic excitation.



Il Fostex FE138ES-R è un sofisticato altoparlante realizzato con i migliori materiali; il magnete è in Alnico, il cestello in acciaio, il cono in bio-cellulosa, la cupoletta metallica in magnesio e la bobina è placcata in argento! A questo si aggiunge il ricercato design del cono, della sospensione e del centratore.

Il dispiegamento di mezzi non raggiunge lo scopo prefissato e le note dolenti sono di varia natura, come evincibile dal test strumentale riportato nel documento PDF linkato di seguito.
Innanzitutto delude la risposta in frequenza, che ricorda quella degli altoparlanti meno riusciti. La cupoletta in magnesio funge da tweeter, ma la resa è paragonabile ad un campanello. Ne consegue un deludente risultato di coerenza, illustrato nel grafico della risposta al gradino, che assomiglia molto a quello degli altoparlanti Lowther.
Ad un livello SPL di 90dB, corrisponde una distorsione alle medie frequenze abbondantemente oltre l'1%, un valore non tra i peggiori, ma inferiore alle aspettative.

A parere di chi scrive, il problema principale di questo altoparlante è la resa musicale decisamente mediocre, ascrivibile proprio al design anti-breakup, che va a contrastare le trame modali d'eccitazione acustica.


http://ansaht.com/uv638jed4/ALP/Fostex_FE138ES-R.pdf




…………





The Fostex FW168HR’s cone as well is characterized by the anti-break-up design and it stands out for its lack of central dome.
The instrumental test in the document linked below shows that the particular structure is more suitable for the purpose than the previous case, with better performances in the whole.

However, it is an inefficient speaker and with a non excellent musical performance.



Anche il Fostex modello FW168HR ha il cono caratterizzato dal disegno anti-breakup e si distingue per la mancanza di cupola centrale.
Il test strumentale nel documento linkato a seguire, dimostra che la particolare conformazione è più congeniale allo scopo rispetto al caso precedente, con prestazioni complessivamente migliori.

Si tratta comunque di un altoparlante poco efficiente e con una resa musicale non delle migliori.


http://ansaht.com/uv638jed4/ALP/Fostex_FW168HR.pdf




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L'ultima modifica di ANSA il Ven Nov 01, 2013 2:41 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Gio Mar 21, 2013 7:36 pm    Oggetto: Rispondi citando





The Manger speaker shown in the images is a further example of a technical solution alternative to the classic cone full-range and it essentially stands out for the planar membrane and the wide diameter coil.

It is quite an expensive speaker (~890€) with a particular charm that seduced the imagination of many enthusiasts.
Nevertheless, several buyers were disappointed and during the years there have been many technical criticisms.
Among the most destroying critiques there is Troels Gravesen’s, clearly documented in the following WEB page: http://www.troelsgravesen.dk/Manger.htm



L'altoparlante Manger illustrato nelle immagini, è un ulteriore esempio di soluzione tecnica alternativa ai classici largabanda a cono e si distingue essenzialmente per la membrana planare e la bobina di ampio diametro.

Si tratta di un altoparlante piuttosto costoso (~ 890€) e dotato di un fascino particolare, che ha irretito l'immaginario di molti appassionati.
Diversi acquirenti però sono rimasti delusi e nel corso del tempo non sono mancate le critiche tecniche.
Tra le più trancianti c'è quella di Troels Gravesen, chiaramente documentata nella seguente pagina WEB: http://www.troelsgravesen.dk/Manger.htm








J. C. Morrison says in his blog that the behavior of the Manger below 400Hz is definitely inefficient; for this reason he and Joe Roberts, on behalf of the South Korean company Silbatone, have exploited the horn loading for the reproduction of low frequencies in the Aporia speaker.
Furthermore they have used an acoustic lens completely similar to that of the famous Siemens Coax (shown on page 4 of the thread) to avoid the dispersion issues of the Manger.
Previously (two posts before this) in the instrumental data relating to the speaker Thiel CS1.6, we have seen deletion in the off-axis frequency response, but they were narrow notches, therefore not much perceivable, whilst in the Manger the off-axis dispersion presents a marked decay, with wide and annoying pits.

The design shrewdness used by Silbatone doesn’t solve the problems of resonance in medium range and consequent distortion. These problems are also highlighted in the product datasheet, from the unexpected presence of band center peaks in the table of impedance and from the consistency ruined by insistent energy at medium frequencies, as it can be seen in the following table of the step response.



J.C.Morrison racconta sul suo blog, che il comportamento del Manger al di sotto dei 400Hz è decisamente inefficiente, per questo motivo lui e Joe Roberts, per conto della ditta Sud-Coreana Silbatone, hanno sfruttato il caricamento a tromba per la riproduzione delle basse frequenze, nel diffusore Aporia.
Inoltre hanno adottato una lente acustica del tutto simile a quella del celebre Siemens Coax (illustrato a pagina 4 del thread), per ovviare ai problemi di dispersione del Manger.
Già in precedenza (due post prima di questo), nelle rilevazioni strumentali riguardanti l'altoparlante Thiel CS1.6, si sono viste cancellazioni nella risposta in frequenza fuori asse, ma si trattava di notch stretti, quindi poco avvertibili, mentre nel Manger la dispersione fuori asse presenta un marcato decadimento, con ampie e fastidiose voragini.

Le accortezze progettuali utilizzate dalla Silbatone, non risolvono comunque i problemi di risonanza in gamma media e conseguente distorsione. Problemi per altro evidenziati anche nel datasheet del prodotto, dall'inopinata presenza di picchi a centro banda nel grafico dell'impedenza e dalla coerenza deturpata da energia insistente alle medie frequenze, come visibile nel seguente grafico della step response.






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MessaggioInviato: Sab Mar 23, 2013 6:32 pm    Oggetto: Rispondi citando





After considering the speakers in the previous posts, each of them special in its own way for solutions and materials, it comes natural to briefly go back to the Diatone P-610DB.
The table with the step response shown above is taken from the document with the instrumental test proposed on page 1 of the thread, to facilitate an easy comparison with the performance given by other speakers.
Among all of them, the only one with a perfect trend in the step response is the Diatone; in terms of pure speed it doesn’t look out of place either.

The reputation of musically gifted speaker that has always accompanied the Diatone P-610, finds confirmation in this particular test and it is a pleasure to see that an ordinary component with a moderate cost stands out.



Dopo aver considerato gli altoparlanti dei post precedenti, ognuno di essi a suo modo speciale per soluzioni e materiali, viene spontaneo tornare brevemente al Diatone P-610DB.
Il grafico con la step response riportato sopra, è estrapolato dal documento con il test strumentale proposto a pagina 1 del thread, per agevolare un comodo confronto con la prestazione fornita dagli altri altoparlanti.
Tra tutti, l'unico con andamento perfetto nella risposta al gradino, è proprio il Diatone e anche in termini di velocità pura non sfigura di certo.

La nomea di altoparlante musicalmente dotato, che da sempre accompagna il Diatone P-610, trova quindi conferma in questo particolare test e fa piacere che a risaltare sia un componente comune, di costo moderato.







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L'ultima modifica di ANSA il Ven Nov 01, 2013 2:46 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Dom Mar 24, 2013 11:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Judging from what we have seen so far, the speakers with the best behavior at square wave and step tests, such as the Rehdeko RK115, the Supravox 215RTF64 and the Diatone P-610 are of a conventional cone type.
Not for the fact that music is made of square waves and steps but for the fact that the correct management of these signals corresponds, as already explained, to the ability to treat music consistently and respecting musical accents.

These details alone are not enough, but they have an enthralling descriptive power, somehow comparable to that of great classic works on canvas, whose masters, such as Titian, with only one velvety touch of white managed to convey perfectly well the idea of the fold in the fabric of a coat.
On the light of these considerations, it becomes understandable the widespread passion for certain vintage speakers, such as the Siemens Coax, the Telefunken ELA-L6 and the Saba 25-260J, where the aspect of the conventional cone full-range is accompanied by the ability to skillfully outline music just like the velvety touch of the great master would do.

On the subject of cone full-range, there is a general conviction that the double cone gives more contraindications than advantages, which is often true, but not when the central cone is sufficiently rigid and small.



Per quanto visto finora, gli altoparlanti con il miglior comportamento ai test di onda quadra e gradino, come il Rehdeko RK115, il Supravox 215RTF64 e il Diatone P-610, sono di tipo convenzionale a cono.
Non che la musica sia fatta di onde quadre e gradini, quanto piuttosto per il fatto, che alla corretta gestione di questi segnali, corrisponde, come già spiegato, la capacità di trattare la musica con coerenza e rispettando gli accenti musicali.

Questi soli particolari non sono di per sè esaustivi, ma hanno un coinvolgente potere descrittivo, per certi versi paragonabile a quello delle grandi opere classiche raffigurate su tela, in cui maestri come il Tiziano, con un singolo vellutato tocco di bianco, riuscivano a trasmettere perfettamente l'idea della piega nel panno di una casacca.
Alla luce di queste considerazioni, diventa comprensibile la diffusa passione per certi altoparlanti vintage, come il Siemens Coax, il Telefunken ELA-L6 e il Saba 25-260H, che all'aspetto del convenzionale largabanda a cono, accompagnano la capacità di tratteggiare la musica con sapienza, come farebbe il tocco vellutato del grande maestro.

In tema di largabanda a cono, c'è una generalizzata convinzione, che il doppio cono sia fonte di controindicazioni maggiori rispetto ai vantaggi che offre, il che è spesso vero, ma non quando il conetto centrale è sufficientemente rigido e di dimensioni contenute.










The magazine Klang+Ton carried out an interesting experiment, using the cutter to amputate the whizzer cone of a Visaton BG20 speaker, and then verify the differences with the laser technology of Klippel.


La rivista Klang+Ton ha condotto un interessante esperimento, amputando con il cutter il whizzer cone di un altoparlante Visaton BG20, per poi verificare le differenze con la tecnologia laser della Klippel.









The comparison between the normal and the modified versions is carried out at a frequency of around 500Hz, as shown in the caption of the image; it shows a behavior in the whole more composed than the BG20 in the original version.

Observing the vibration pattern revealed by the laser, the different behavior of the two cones stands out.
Checking the well known table produced by Olson, shown below, we can see that the non modified BG-20 effectively works at a frequency of around 500Hz, whilst inexplicably that with the removed cone has a structure of 420Hz.



Il confronto tra la versione normale e quella modificata, è effettuato ad una frequenza di circa 500Hz, come riportato nella didascalia dell'immagine, e mostra un comportamento complessivamente più composto nel BG20 in versione originale.

Osservando il pattern vibrazionale rilevato dal laser, risalta il comportamento differente tra i due coni.
Controllando la nota tabella prodotta da Olson, riportata sotto, risulta che il BG20 non modificato lavora effettivamente ad una frequenza di circa 500 Hz, mentre inspiegabilmente quello col conetto asportato ha una trama corrispondente a 420 Hz.








The next image shows how the electrical connections made on the cone involve unbalances in the regularity of the running, especially at medium-high frequencies.


La prossima immagine illustra come le connessioni elettriche riportate sul cono, comportino degli scompensi nella regolarità del funzionamento, specie alle frequenze medio-alte.






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L'ultima modifica di ANSA il Ven Nov 01, 2013 2:52 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Sab Apr 06, 2013 11:00 pm    Oggetto: Rispondi citando





Alcuni spunti utili agli argomenti del thread, possono scaturire dalla lettura soggettiva di un prodotto impegnativo (prezzo di listino 78.000 dollari la coppia), come i diffusori TAD R1.
In passato la Pioneer proponeva direttamente col proprio marchio, gli apparecchi più ricercati indirizzati alla riproduzione domestica, appare perciò insolita la scelta di siglare dei diffusori della serie Hi-Fi, con il marchio della divisione professionale, visto che non vengono impiegati i celebri driver professionali TAD.
L'aspetto significativo sta proprio nel fatto, che nel proporre un diffusore estremo, non si è fatto ricorso alla prestanza degli altoparlanti professionali, preferendo invece sfruttare il know-how TAD, per realizzare dei costosi altoparlanti espressamente mirati alla massima qualità musicale.







Niente driver a compressione quindi, bensì altoparlanti a cono!

L'unità medio-alti è denominata CST, acronimo di Coherent Source Transducer, per evidenziare uno sviluppo progettuale, debitamente orientato al rispetto di un parametro musicalmente rilevante come la Coerenza.
Questa caratteristica rappresenta uno dei punti salienti, per interpretare nella giusta chiave di lettura, la formulazione esoterica del prodotto.







Altri punti chiave del progetto, sono individuabili nella scelta di un tweeter concentrico del tipo a cupola, anzichè a compressione, per ottimizzare la dispersione in gamma alta... e nell'utilizzo del berillio per realizzare non solo il tweeter, ma anche e soprattutto il cono del midrange, per garantire correttezza timbrica e velocità alla gamma medio-bassa, a partire da 250Hz.

Nel grafico riportato sopra, sono evidenziate le qualità molto superiori del berillio, rispetto all'alluminio e al titanio, quando utilizzato per gli altoparlanti.







L'immagine dei componenti TAD, rende l'idea di come il costoso e tecnologicamente avanzato altoparlante concentrico CST, sia piuttosto minuto e questo incide negativamente sul dato di massimo SPL, dichiarato in "soli" 115dB.

Comunque se 115dB possono bastare per un diffusore di questo rango, allora trovano validazione le considerazioni riguardanti la dinamica, proposte a pagina 1 del thread... questo però non intacca l'intenzione di sperimentare una soluzione a tre vie da 120dB SPL, basato sul Rehdeko RK115 come unità centrale di qualità, e un'ulteriore soluzione a tre vie con SPL 128dB (134dB di picco), basato su unità medio-alti coassiale e bassi Danley TH-Mini.







A conferma che il progetto dei diffusori TAD R1 è integralmente votato alla massima raffinatezza musicale, contribuiscono le caratteristiche dei magnifici woofer da 25cm, che adottano manco a dirlo la soluzione underhung design, con i benefici di funzionamento descritti a pagina 4 del thread .





http://www.avmagazine.it/articoli/diffusori/383/pioneer-tad-reference-one_9.html







Siccome i diffusori TAD R1 sono in commercio da diverso tempo, tant'è che sono già stati aggiornati alla versione MK2, si trovano nel WEB diverse recensioni, in certi casi corredate da rilevazioni strumentali, come quelle riportate sopra.
A me interessa particolarmente il grafico con la risposta al gradino, però è descritto e commentato in un modo che non mi convince affatto, provo quindi a darne una mia personale lettura.

Innanzitutto ho i miei buoni motivi per ritenere, che la scala dei tempi sia errata e che il fondoscala non sia di 10mS, ma inferiore; verosimilmente 5mS.
Poi non sono convinto che la polarità assoluta sia invertita, comunque a prescindere, per comodità capovolgo il grafico.
Il primo picco positivo corrisponde al tweeter, perchè dalle mie parti i midrange a cono più veloci dei tweeter a cupola non sono ancora arrivati. Conseguentemente il secondo picco immediatamente successivo, è quello del midrange.
Nella descrizione dell'articolo, l'emissione dei woofer viene associata al picco negativo sulla riga dei 4 mS, invece a mio avviso è individuabile nel picco positivo a 5,6mS (che in realtà sarebbe 2,8mS).

Dopo aver visto gli schemi costruttivi e le immagini dei driver, non avevo dubbi sulle prestazioni velocistiche di questi componenti e il grafico conferma appieno (posto che la mia ipotesi di un grafico con valore di fondoscala errato trovi conferma, perchè in caso contrario la prestazione dei TAD R1 sarebbe deludente).
Purtroppo la coerenza d'insieme non è perfetta, per colpa ovviamente del crossover, che comporta tre emissioni distinte, una dietro l'altra, con tempi comunque molto buoni.
Tra le note dolenti si fa notare la salita leggermente lenta dei woofer, con un arrotondamento marcato della cuspide, che fa pensare sia colpa del crossover, in particolare delle costanti di tempo conseguenti ai condensatori elettrolitici di ampio valore. Infine compare una veniale risonanza di natura non chiara, sul fronte di discesa.



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MessaggioInviato: Gio Apr 18, 2013 1:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' cosa ben nota, che il crossover passivo incorporato nei diffusori, comporta controindicazioni importanti e l'osservazione (nel post precedente) dei diffusori TAD R1 lo ha immancabilmente confermato.

Effettuare le ripartizioni in frequenza prima dell'amplificazione può migliorare la situazione, ma molto dipende da come si procede materialmente.
Una soluzione comoda è costituita dagli apparecchi DSP, tipo il Behringer DCX2496, però così facendo il segnale è sottoposto a numerose vicissitudini (condensatori elettrolitici in serie al segnale, circuiti operazionali, controreazione in quantità industriale, conversioni tra l'analogico e il digitale, alimentazioni switching, ecc.), per cui il rischio di migliorare certi aspetti e peggiorarne altri, è concreto.
In termini di resa musicale, la soluzione che realizza senza alcun dubbio il miglior compromesso, è quella di utilizzare crossover attivi concepiti con gli stessi scrupoli circuitali adottati nei preamplificatori phono esoterici, cioè basati su topologie brevilinee prive di controreazione e filtraggi passivi di tipo LCR ad alta pendenza.

Naturalmente la scelta più rispettosa della musicalità, è di non ricorrere affatto ai tagli in frequenza.
Si tratta di una soluzione sviluppabile in diverse maniere e la più ovvia è quella dell'altoparlante singolo, caratterizzata da notevole purezza, ma anche da precisi limiti fisici di estensione.

Una soluzione maggiormente efficace, è percorribile tesaurizzando i concetti focalizzati a pagina 5 del thread, che individuano nella priorità delle ottave comprese tra 160Hz e 10.240Hz, il fondamento ispiratore, per sovvertire l'interpretazione riguardante i limiti fisici degli altoparlanti largabanda.
Il naturale decadimento agli estremi della banda utile, costituisce una spendibile opportunità d'innesto, per altoparlanti di supporto espressamente dedicati.
In quest'ottica, i limiti degli altoparlanti largabanda assurgono a pregi e da questo capovolgimento interpretativo, nasce il concetto di energizzazione, che disconosce l'utilizzo dei filtri crossover, promuovendo la spontanea coesistenza tra altoparlanti.


il tocco gentile

Nell'applicare il concetto di energizzazione all'altoparlante largabanda, credevo avrei avuto maggiori difficoltà nell'apporto energetico in gamma bassa, invece al contrario ho avuto maggiori problemi nell'introdurre energia nella parte alta dello spettro.
La notevole sensibilità del nostro orecchio alle frequenze medio-alte, rende l'integrazione particolarmente delicata, in quanto occorre coordinare non solo i livelli, ma anche la dispersione. Relativamente al livello, c'è l'esigenza di attenuare debitamente il tweeter, per evitare intromissioni improprie nelle pertinenze del driver largabanda; mentre per quanto riguarda la dispersione, l'aspetto principale è l'omogenea continuità.









L'immagine riportata sopra, illustra il problema della dispersione in riferimento al diffusore Grande Utopia e ripropone la problematica già considerata nel penultimo messaggio di pagina 2 del thread. I tecnici Focal hanno affrontato la questione, con imprecisati interventi sul crossover, nel taglio in frequenza operato a 2,5KHz, per incrociare il tweeter a cupola.

Nel nostro caso i tweeter a cupola non offrono tipicamente sufficiente efficienza, per abbinarsi al meglio con i largabanda Rehdeko RK-115 da 100dB, e alla soluzione del trasformatore elevatore, preferirei piuttosto i miei adorati tweeter Great Heil, che per l'appunto hanno efficienza pari a 100dB.
Ma i Great Heil sono dei purosangue difficili da imbrigliare, pertanto il loro utilizzo senza crossover (con il solo condensatore in serie) non risulta indicato alla naturale sovrapposizione con altoparlanti largabanda... e mitigarli con l'attenuazione non risolve il problema.
Costituiscono invece una prima scelta, nel caso di configurazione classica, con taglio crossover ad alta pendenza collocato a 2,5KHz.

Si vedrà in seguito, che la questione dei tweeter trova sbocchi di appagante soddisfazione, ricorrendo ad oggetti estremamente peculiari, come quelli tra le mani di Sakuma nella foto a pagina 1.



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L'ultima modifica di ANSA il Ven Mag 24, 2013 9:09 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Lun Apr 22, 2013 12:03 pm    Oggetto: Rispondi citando






L'immagine sopra, illustra alcuni dei particolari tweeter preannunciati nel post precedente. Sono tutti del tipo a cono e hanno una peculiare vite centrale, che implementa un filtraggio passa-alto di tipo meccanico.

Tra questi ci sono anche i greencone della Saba, come quelli in mano a Sakuma nella foto a pagina 1 del thread... e grazie al contributo di Troels Gravesen, possiamo vedere come si comportano strumentalmente, nei grafici a seguire.






http://www.troelsgravesen.dk/greencones.htm





Il primo grafico superiore riporta la risposta in frequenza di due diversi esemplari e mostra un andamento ottimamente conforme tra i due. L'ulteriore tracciato di colore blu, mostra invece il comportamento in frequenza, quando in serie al tweeter è collegato un condensatore da 4.7uF.
E' proprio nel tracciato blu, che risulta evincibile il principale vantaggio offerto da questi tweeter, costituito dalla pendenza di attenuazione di ben 18dB/ottava, a fronte di un filtraggio elettrico (dovuto al condensatore) di soli 6dB.
In virtù di questa situazione, si ha uno sfasamento elettrico ridotto, coniugato con la generosa attenuazione, a costituire un comportamento musicale ideale, per apportare energia con discrezione in gamma alta.
A questo si aggiungono altre caratteristiche importanti, come l'efficienza di 106dB e l'ampia dispersione, grazie al cono che funge da guida d'onda.

I due grafici immediatamente sottostanti, li ho riportati allo scopo di commentare il testo della didascalia.
Relativamente al grafico di destra, riguardante il largabanda Saba 19-200, sono d'accordo con il commento critico di Troels, ma trattandosi di un altoparlante non particolarmente impegnato (concepito per l'utilizzo nelle radio dell'epoca), che riesce comunque a difendersi nel confronto con certi oggetti pretenziosi, come dimostra il discreto apprezzamento tra gli appassionati, ritengo che in definitiva non meriti la stroncatura.

Nel grafico di sinistra è riportata la risposta al gradino del tweeter Saba e Troels parla di problemi, per via del cono fissato al polo centrale, che introduce un sorta di passa-alto meccanico.
In realtà si direbbe che Troels non padroneggi la situazione, in quanto il fissaggio del cono al polo centrale realizza un vero e proprio filtraggio passa-alto, ed è concepito progettualmente a tale scopo! Quindi il comportamento risultante nel grafico è normale in tutto e per tutto, compreso il picco negativo, conseguente alla reazione in controfase della parte esterna del cono, e il successivo picco positivo, corrispondente all'andamento visibile nella risposta in frequenza tra 700 e 800Hz.








L'ultimo grafico mostra il comportamento del tweeter utilizzato nei Siemens Coax, ed è lo stesso da me scelto per lumeggiare la resa dei Rehdeko RK115.

L'efficienza e l'estensione sono equivalenti al Saba, ma il diverso profilo del cono comporta delle differenze nella risposta in frequenza, con le modalità descritte nel seguente documento: http://ansaht.com/uv638jed4/ALP/139.jpg
Risalta inoltre un difettino a 4KHz, forse non avvertibile nel comune ascolto, ma a mio avviso sufficiente per scartare quell'esemplare.

Nel grafico sono illustrate 4 curve, quella di color azzurro corrisponde al tweeter al naturale, mentre le altre sono ottenute con condensatori in serie di diverso valore.
La risposta in frequenza di colore rosso è perfetta per i Rehdeko RK115, perchè i 10KHz sono livellati al giusto valore di 100dB, mentre il livello delle frequenze tra 2 e 5KHz è di 76dB, pertanto l'attenuazione è di 24dB!

Riepilogando, "il tocco gentile" consiste quindi nell'apportare energia nel range compreso tra 7 e 16KHz, senza interferire in gamma media e utilizzando un semplice condensatore in serie al tweeter.



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MessaggioInviato: Sab Ago 03, 2013 1:59 pm    Oggetto: Rispondi citando






Di recente mi hanno regalato alcuni tweeter a cono, del tipo con passa-alto meccanico a vite centrale.
L'omaggio non è dovuto a ragioni particolari e forse è stato ispirato dall'entusiasmo con cui ho raccontato in diverse occasioni, dei gratificanti risultati musicali ottenibili abbinando quel tipo di tweeter ad altoparlanti largabanda di qualità.
Tra i modelli ricevuti, erano presenti un paio di Saba 5898.010.003 e, ricordando di avere da parte un paio di magneti Saba 5238U8, li ho scelti per alcuni test sperimentali.
La parte principale della mia sperimentazione non è però finalizzata al potenziamento magnetico, bensì al trattamento del cono.
Il trattamento del cono di un tweeter è il più difficoltoso da realizzare, perchè occorre rispettare peso e spessore del cono stesso e pertanto sono da escludersi le applicazioni superficiali con lacche di qualche genere, in luogo di un trattamento impregnante.

Già in precedenza, su altoparlanti d'altro tipo, avevo tentato un trattamento impregnante, ispirandomi ai procedimenti di Weber Rehde, il quale utilizzava una vernice ben diluita a base di cellulosa, però sfortunatamente i risultati furono piuttosto deludenti.
Le vernici sono composte dalla base, dal solvente e dal diluente. Il risultato finale dipende dalle caratteristiche della base, ma nel nostro caso il diluente riveste un ruolo primario, perchè da esso dipende il grado di impregnazione del cono. Inoltre è fondamentale accertarsi che la parte solvente e diluente della vernice, non interagisca in alcun modo con le colle e gli isolanti utilizzati nel supporto e nella bobina del tweeter!

Il grado di impregnazione deve essere tale, che stendendo delicatamente un leggero velo di vernice sul cono, si ha un subitaneo assorbimento, con effetto bagnato pressochè uniforme da entrambe i lati.

La vernice utilizzata in questo caso è a base urethanica e garantisce delle prestazioni complessivamente superlative, innanzitutto perchè ha delle qualità meccaniche perfette allo scopo, risultando sufficientemente compatta da irrigidire il cono e contestualmente elastica quanto basta da prevenire il formarsi di indesiderabili screpolature... poi perchè tali caratteristiche meccaniche risultano particolarmente insensibili alla temperatura, ed è un aspetto cruciale affinchè il tweeter non assuma comportamenti differenti a seconda delle stagioni... infine perchè il trattamento risulta inattaccabile da umidità, vapori salini, alcol, funghi, solventi clorurati, acidi diluiti ed alcali.

Nell'immagine sono visibili i coni già trattati, oltre ai nuovi magneti 5238U8, questi ultimi sono in Alnico come i precedenti, però forniscono più "spinta" in virtù delle maggiori dimensioni e del traferro più stretto, per contro necessitano di un adeguamento del fissaggio, che deve passare da tre a quattro fori.

A lavoro ultimato, la resa musicale surclassa le aspettative, migliorando sensibilmente le meravigliose qualità musicali del tweeter in versione originale.



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